03 - o4 - 2009 / 23 - o5 - 2009

Articolo ricopiato (copy and paste) da
IL MESSAGGERO :
ROMA (4 aprile) - «Viviamo circondati da rovine. Siamo sottoterra, però risaliremo. La fine in sé non esiste. Come il rifiorire di una pianta, la fine è sempre l’inizio di una rinascita». Parla come un profeta, Anselm Kiefer. Altissimo, dinoccolato, ricorda il suo maestro Joseph Beuys ma, a differenza di Beuys che era introverso e ascetico, è felicemente solare nonostante la sua ricerca sia da anni immersa nelle profondità di una poetica densa di vibrazioni romantiche, riferimenti cabalistici, combinazioni alchemiche e ispirazioni mistiche.Alla Gagosian Gallery (fino al 23 maggio in via Crispi 16, dal martedì al sabato, apertura alle 10.30, chiusura alle 19) Kiefer espone otto possenti sculture di piombo che raffigurano altrettante pile di libri in disordine, simbolo di una dirompente crisi epocale e di una dimensione spirituale costantemente minacciata nella sua sopravvivenza dal potere. Sternenfall (Stelle cadenti) è circondata da una cascata di vetri rotti sui quali sono scritti i numeri che corrispondono alle diverse stelle della galassia. Verunglückt Hoffnung (Il naufragio della speranza) si ispira al celebre dipinto di Friedrich sulle aspirazioni umane distrutte dall’indifferente crudeltà della natura. Paete, non dolet (O Peto, non fa male) ricorda la controversia sull’uso delle immagini religiose nell’impero bizantino tra l’VIII e il IX secolo.La mostra Hortus philosophorum è completata da alcuni collage di grandi dimensioni elaborati sulle immagini della sua mostra I sette palazzi celesti, presentata quattro anni fa a Milano, uno dei quali si ispira al mito del Diluvio e dell’Arca di Noé.Dice l’artista tedesco: «Il mito dell’Arca tramandatoci dal Vecchio Testamento riguarda l’incessante alternanza di distruzione e ricostruzione che accompagna tutta la storia umana. Ci sono cose che vanno distrutte e poi sono destinate a rinascere, in un ciclo continuo di vita e di morte. Dio decide la distruzione di una intera società ma vuole anche la salvezza di una o due persone giuste e saranno loro ad avere il compito di ricreare la civiltà... Il Vecchio Testamento non è soltanto un testo religioso: è pura poesia». Hanno radici antichissime e un’attualità impressionante le parole di Anselm il “profeta”. Sembrano riferirsi all’oggi, a un presente di economie dissanguate dall’avidità di pochi e a orizzonti offuscati da un clima di planetarie incertezze. Kiefer non ne è affatto turbato. E, tra il serio e il faceto, lancia un messaggio di contagioso ottimismo: «Io vivo tra le rovine. Ce ne sono dappertutto, nel mio studio. Costruire sulle rovine può essere una eccitante e straordinaria opportunità da cogliere».
Consiglio vivamente tutti di visitare questa mostra
(link al sito della galleria, con un articolo in inglese ed uno in italiano)
Galleria Gagosian
Via Francesco Crispi 1600187
Rome (Italy)
Tel 39.06.4208.6498
Fax 39.06.4201.4765
Tue-Sat 10:30-7
& by appointment
e ancora, per chi vive a Roma :
una splendida opera di Kiefer si trova al Museo d'Arte Moderna